SPLENDIDE CITTÀ'

Con te vorrei visitare
splendide città.
Teatri, cinema, ritrovi,
alberghi, discoteche.

Città notturne,
assediate dalle tenebre,
ma sui palazzi
luci colorate,
nelle piazze
lampioni a collane,
e per le strade
auto dai fari accesi,
vetrine illuminate.

Quartieri moderni,
architetture di un futuro
ormai arrivato.
Provarti eleganti vestiti
in grandi negozi.

Il fruscio delle gomme
sull'asfalto.
Ecco un bel ristorante,
luminoso, moderno.
Ora ruote sulla ghiaia
e sopra, camere già pronte.

Autostrada, quale direzione?
Torniamo domani?
Andiamo al Motel.
Persi nelle carte geografiche,
persi nel mondo,
in un punto di un globo
che vola senza meta
nell'universo sconfinato.
Persi in un'esistenza
fra tempi infiniti,
se mai ci ritroveremo.

Il fascino della partenza,
è come nascere.
Partire verso dove?
Nome nuovo,
destinazione ignota.
Quei posti come saranno?
I palazzi?
e la gente,
come vestirà?

I miei occhi fissano il vuoto,
batto le ciglia e mi scuoto.
No, non siamo insieme.
Io sono qua come un semo,
che scrivo poesie.
Oh, se tu mi chiamassi!
Una scusa per potere uscire.
E quelle sere d'amore rubato,
il fascino di un amore nascosto,
nuovi itinerari sulle carte.

Invece scrivo poesie tristi
e sogno di arrivare con te
in una città sconosciuta
che nelle carte non c'è,
dove ci sono spettacoli,
saltimbanchi e danzatrici
per la strada,
fra i tavoli dei ristoranti.

Bei palazzi del settecento,
lampioni lucidi e sfolgoranti,
parlano luce fra loro e con noi.
Io che ti do un bacio,
e tu, dolce, che ricambi.

Mi sveglio che piango sulla carta.
Tu invece dormi, lo so,
incazzata con il tuo ragazzo,
che non ti ama,
sognando il "sano",
che non ti vuole.

Io non devo sognare
viaggi mai fatti.
E tu non inseguire
chi non ti vuole.
Proviamo a vivere,
un poco,
ma vivere almeno!

E' tardi,
vado a letto
e sogno di un amore rubato,
fari che penetrano
la notte.
Il vento che fischia
sui vetri.
Mi dormi accanto
col capo reclino
e i lunghi capelli,
il tuo cuore che batte
sul candido collo,
in splendide città.